top of page

5x1000: piccolo è bello?

  • Talent Pledge
  • 9 giu 2021
  • Tempo di lettura: 1 min

Il grande circolo del 5x1000 entra nel vivo con gli spot e le pagine pubblicitarie dei colossi del terzo settore. TV, quotidiani, YouTube, pubblicità per strada, cosa preferite? Nell'anno della pandemia, le blue chips degli ETS hanno acceso i motori delle campagne informative e di sensibilizzazione per raccogliere le scelte espresse dai contribuenti. Ma non è altro che il normale lavoro di comunicazione, necessario per ottenere un risultato importante, da sempre traducibile nel seguente fenomeno: gran parte del gettito del 5x1000 va a pochi grandi enti, mentre la restante parte è ripartita tra una miriade di piccole realtà locali. I numeri sono pesanti. AIRC ad esempio, il primo beneficiario, percepisce più di 60 milioni di 5x1000. D’altro canto, circa 20.000 enti del terzo settore ricevono meno di 1.000 euro.

Questo fenomeno incide sull'efficacia e l’efficienza del meccanismo della cosiddetta percentage philantrophy? Oggi tutto si regge sulla legittimazione che proviene dalla reputazione dei brand del terzo settore, unita alle disponibilità di risorse per le campagne promozionali. Tutto comprensibile, ma con un però. Sembra esserci una falla nella tendenza a considerare il terzo settore come somma di una moltitudine di organizzazioni. Non vogliamo polemizzare sulla rendita delle posizioni dominanti e neppure discutiamo sulla opportunità di una razionalizzazione dell’istituto del 5x1000.

Forse occorre uscire un po’ dai soliti schemi. Lo status quo della redistribuzione del 5x1000 favorisce la cura sociale e lo sviluppo del welfare? I grandi beneficiari del gettito sono più attrezzati per garantire che la nostra società sia più umana e inclusiva? Noi, piccola e inascoltata associazione, vorremmo andare oltre gli slogan e far riflettere il contribuente in procinto di effettuare una scelta importante.

Commenti


©2020 di talentpledge. Creato con Wix.com

bottom of page